Cos’è il TR?

Attualmente il turismo rappresenta una fetta molto cospicua delle spese di consumo. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, nel 2003 l’intero settore ha dato lavoro, direttamente o indirettamente, a più di 250 milioni di persone e il fatturato annuo totale ha superato i 510 miliardi di dollaro, il che corrisponde a più del 10% dell’intero Pil mondiale.

Fa da stimolo la curiosità, il desiderio di conoscere, di scoprire culture, animali e paesaggi diversi da quelli di origine, di ritrovare tradizioni che da noi non sono più così seguite, a cui si aggiunge il desiderio di evasione dalla vita frenetica che ci ritroviamo a sopportare ogni giorno.

Le possibilità di viaggiare sono aumentate notevolmente grazie alla rapida evoluzione dei mezzi di trasporto e alle comodità sempre maggiori che rendono il soggiorno e il viaggio più semplice e quindi alla portata di un numero sempre più elevato di persone.

Ma quanto costano il lusso e gli sprechi del tradizionale turismo di massa all’ambiente e alle popolazioni ospitanti?

I flussi in aumento costante e l’esigenza di costruire in tempi sempre più brevi strutture di accoglienza rispondenti agli standard di qualità elevati, nonché il livello sempre più alto di confort offerti ai clienti, abituati ad un uso “intensivo” del mondo, oltre al comportamento irrispettoso di molti turisti, sono tra le cause principali dei danni che vengono arrecati all’ambiente e alle comunità locali. Comunità che vengono spesso private di risorse fondamentali quali l’acqua, utilizzata per le piscine e l’estrema pulizia dei complessi alberghieri, il legname di boschi e foreste, rase al suolo per far spazio alle strutture turistiche, le spiagge a cui i pescatori non hanno più accesso. L’inquinamento, i rifiuti e l’elevato dispendio energetico contaminano i raccolti e mettono a rischio la sopravvivenza di molte specie vegetali e animali.
Gli abitanti locali che lavorano per il turismo, inoltre, vengono spesso sottopagati e sfruttati dalle aziende turistiche straniere che incassano cifre considerevoli lasciando il minimo sul territorio.

In risposta a ciò nasce un nuovo modello di turismo che cerca di riprendere gli aspetti di curiosità, conoscenza, evasione di un viaggio, un turismo che ha come cardini fondamentali i valori della consapevolezza e della responsabilità a livello umano ed ambientale e lo scopo di arrecare beneficio alle società locali in modo economicamente sostenibile nel lungo periodo e con un basso impatto ambientale.

Nel 1998, soprattutto con lo scopo di promuovere e diffondere l’idea di un turismo più rispettoso, nasce a Milano l’Associazione Italiana di Turismo Responsabile (AITR) www.aitr.it, un’associazione di associazioni, cooperative, ONG e altre realtà del no profit.

L’AITR definisce così il Turismo Responsabile:
“Esiste un modo di viaggiare la cui prima caratteristica è la consapevolezza:

  • di sé e delle proprie azioni (anche quando sono mediate dal comprare un biglietto, un regalo, una stanza per dormire);
  • della realtà dei paesi di destinazione (sociale, culturale, economica, ambientale);
  • della possibilità di una scelta meditata e quindi diversa.

Questo è Turismo Responsabile: un viaggiare etico e consapevole che va incontro ai paesi di destinazione, alla gente, alla natura con rispetto e disponibilità. Un viaggiare che sceglie di non avallare distruzione e sfruttamento, ma si fa portatore di principi universali: equità, sostenibilità e tolleranza”.


…consapevolezza nel capire che il proprio viaggiare da turisti non è così ininfluente per le località e le genti che visitiamo

…consapevolezza che questo nostro viaggiare che ci arricchisce interiormente non deve provocare scompensi culturali, morali e mancare di rispetto alle persone che incontriamo

…consapevolezza che non possiamo trovarci in un luogo e pretendere comodità e privilegi quando intorno a noi la gente che ci vive non può averli

…consapevolezza che la natura che ci circonda ci offre sì la possibilità di godere delle sue bellezze ma, affinché noi e altre persone possiamo ritrovarle intatte in futuro, è necessario rispettarla